Sereni si diventa: come smettere di appesantirti la vita

Voglio essere felice! Chiedo solo di vivere con serenità!

Queste sono le classiche frasi che ci ritroviamo di tanto in tanto a dire, al bar con un amico, a casa con un compagno o spesso seduti davanti ad uno psicologo nel suo studio.


Però, a dire il vero, questa frase sembra buttata lì, un po’ scontata e priva di sostanza, come il “vorrei la pace nel mondo” della Miss di turno.
Già chiedendo di articolare e spiegare il significato di tale concetto, spesso la gente ti guarda come se avessi posto un quesito di fisica quantistica.


Certo è che non abbiamo una ricetta universale della serenità, ognuno ha la sua strada e ha delle cose che dovrebbe lasciare andare o trovare, ma nonostante ci siano dei percorsi del tutto personalizzati, ci sono anche alcuni atteggiamenti che favoriscono in tutti noi il raggiungimento di uno stato di serenità, di una condizione di benessere come sottofondo dell’esistenza.
Quali?


Possiamo dire che la serenità sia parente stretta di quella che viene definita
resilienza, termine ormai inflazionato quasi quanto un tormentone estivo.
Guarda, ne parleremo solo di sfuggita, quindi calma. D’altronde essere resilienti significa proprio avere la capacità di fronteggiare situazioni stressanti!


Per sviluppare un atteggiamento sereno nella vita, infatti, è importante riuscire ad adattarsi alle situazioni difficili, risollevandosi, a volte, anche migliori di prima.
Per farlo, devi partire dal presupposto che le cose spiacevoli e difficili, accadono, non sei l’unico sfigato della terra. Piuttosto che piangere e rimanere fermo a dirti quanto la vita faccia schifo, inizia a riflettere su come puoi risollevarti dalla situazione. Ricorda: non sono tanto gli eventi esterni a determinare lo stato di benessere degli individui, ma piuttosto come si reagisce a questi. Non puoi controllare ciò che ti accade, ma puoi controllare la tua reazione.


Ma mi ha lasciato! Ma ho perso il lavoro!
Certo, capisco che tu possa piangere, incazzarti, voglia spaccare tutto… ma poi?
Puoi da questo evento stressante rintracciare delle nuove risorse, delle possibilità?
Non per forza pratiche e concrete, quali ad esempio trovare un nuovo partner a breve, ma anche, semplicemente, la possibilità di vivere meglio con te stesso perché non sopportavi più quella relazione tossica o perché quel lavoro ti faceva sentire insoddisfatto.


Veniamo così ad un altro importante fattore che contribuisce alla tua serenità: concentrati su quello che hai.
Finché presterai attenzione a ciò che ti manca, non riuscirai a raggiungere questo stato di serenità, pertanto concentrati su ciò che di buono hai, di cui puoi essere grato, ciò che ami.
Ma non c’è niente di buono nella mia vita. Sicuro?
Prendi carta e penna, e così, di getto, scrivi tutte le cose che ti vengono in mente, anche le più banali, mettendo anche persone, situazioni di oggi o di cui benefici in generale.
Poter vedere il mare, i figli, ascoltare la musica, il non vivere in un paese in guerra, il poter camminare, le giornate di sole, il buon cibo, un bicchiere di vino con un panino, insomma, si potrebbe andare avanti all’infinito.
Fai questo esercizio ogni qualvolta ti senti giù e pensi di non avere niente di buono da questa vita.


Un altro aspetto fondamentale che devi considerare è non pensare che la tua serenità dipenda da qualcosa o qualcuno.
Ma come faccio a stare serena se lui?… Se lei?… Come faccio se non ho?…
Ecco, il punto è proprio questo. Finché penserai che la serenità sia fuori da te, finché ti dirai che la serenità arriva “solo quando”, “se l’altro”, allora tanti auguri, perché ti sarà più facile trovare parcheggio a Roma nell’ora di punta che raggiungere questa benedetta serenità.


Questo perché finché l’altro fa ed è quello che desideriamo va bene, ma spesso le cose non vanno così e in un attimo puf!, la carrozza tornerà ad essere zucca. Pensare che lo saremo “solo quando” non farà che delegare a qualcosa o a qualcuno la possibilità di stare bene con noi stessi e nel mondo.
Questo significa essere soddisfatti del presente e provare a cambiare ciò che
possiamo cambiare, ad esempio, il nostro atteggiamento, iniziare a dire di no o ad allontanarci da chi non ci piace, ma non perché sono loro le cause della nostra infelicità, piuttosto eravamo noi che, con quell’atteggiamento o con quelle persone, stavamo generando tale malessere.
Ecco, alla fine è sempre colpa mia!

No, non è questione di colpa, ma di responsabilità. E non piangerti addosso, su, devo dirti di rileggere tutto da capo?


Insomma, ci sono cose che non puoi controllare, non puoi cambiare, che non sono una tua. Altre, lo sono, e queste sono le tue scelte, le tue azioni, il modo in cui osservi le cose.
Quando decidiamo di cambiare è perché non abbiamo la pretesa di voler modificare le cose intorno a noi se non ci piacciono, abbiamo accettato che siano così, ma stabiliamo di non voler vivere in quel modo. Accettare non vuol dire subire, attenzione! Il martirio non è menzionato nel “programma serenità”.


Ogni giorno, sì proprio ogni giorno, prova dunque ad essere grato, ad accettare le cose cambiando solo ciò che puoi cambiare, a pensare a nuove strade e possibilità di fronte alle difficoltà, a dirti che solo tu puoi essere responsabile del tuo benessere.


Ah, un’ultima cosa! Allena l’ironia. Sdrammatizza, allenta la tensione anche in situazioni difficili, non prenderti troppo sul serio e impegnati a trovare il lato divertente delle cose. Sarà un antidoto potente contro stress e malessere.


In conclusione, non esiste una bacchetta magica per assumere queste nuove
prospettive, è chiaro. La serenità si allena ogni giorno, proprio come me in palestra (in un mondo parallelo), all’inizio potrà sembrare innaturale ovviamente, potrai non crederci davvero, ma poi praticandola di continuo, piano piano, prenderà sempre più spazio dentro di te, diventerà più solida e credibile.
La serenità si raggiunge con costanza, impegno e fatica. E tu che pensavi di rilassarti e basta.

Dott.ssa Manuela Pirozzolo
Psicologa – Psicoterapeuta

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